IL PANE CAFONE

IL PANE CAFONE

4 Aprile 2020 0 Di admin
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La storia del pane cafone. Il fatto che a Napoli questa prelibatezza debba essere precisamente catalogata per essere distinta da altri tipi di pane, è già sintomatico della “ruberia” culinaria perpetrata ai danni della Provincia di Avellino. Sicuramente c’è un fondo di verità nel fatto che fosse tradizionalmente preparato dai contadini ai piedi del Vesuvio, che a loro volta lo hanno acquisito da quelli delle aree interne. Si tratta del pane tipico, con scorza dura ma non molto friabile, con il colore che va dall’oro carico al marroncino, cotto rigorosamente a legna. Come si prepara il pane cafone. L’impasto, fatto lievitare per molte ore, presenta una mollica, dopo la cottura, ben ventilata, con una medio bassa percentuale di acqua e che presenta grossi e numerosi buchi derivanti dalla lenta lievitazione. Ha l’invidiabile caratteristica, data la bassa percentuale di acqua nella mollica, di mantenere la fragranza per molti giorni. Il test di freschezza, tra l’altro è la cartina di Tornasole per verificare se si tratta del pane cafone originale o di una sotto variante industriale. Il vero pane cafone non teme, infatti, lunghi periodi di conservazione e si mantiene appetitoso anche al dopo 5 giorni dalla preparazione. Inutile spiegare le origini del nome, sapendo che Cafoni, erano i identificati coloro i quali nel Medioevo, recandosi per la prima volta in città dalle aree rurali, per non correre il pericolo di perdersi in una dimensione urbana ad essi completamente, erano soliti tenersi legati con una fune. Nel dialetto, si diceva appunto: “So arrivati cafun da qui “Sono arrivati i Cafoni A dispetto del valore dispregiativo del termine, però, il Pane Cafone è uno dei prodotti più ricercati proprio sulle tavole dei grossi centri ed il suo costo è notevolmente lievitato, perché sono sempre meno i panificatori che vogliono attendere i tempi di lievitazione necessari prima di immettere il prodotto sul mercato. Come apprezzare il pane cafone di Avellino Data la sua compattezza, anche quando il prodotto è fresco, il pane cafone si presta ad essere accompagnato a tutte le pietanze e costituisce un ottima base per le bruschette, mentre quando inizia a farsi duro, può essere utilizzato per base di zuppe e stufati. Ma i veri intenditori ne apprezzeranno la bontà piena arricchito dal brodo di preparazione dei fagioli, condito con origano, sale e olio extravergine a crudo.

La storia del pane cafone. Il fatto che a Napoli questa prelibatezza debba essere precisamente catalogata per essere distinta da altri tipi di pane.

IL PANE CAFONE

Antonietta
La storia del pane cafone. Il fatto che a Napoli questa prelibatezza debba essere precisamente catalogata per essere distinta da altri tipi di pane🍞🍞
Preparazione 30 min
Cottura 1 h
Tempo totale 1 h 30 min
Portata pane
Cucina Italian
Porzioni 1 PEZZO

Ingredienti
  

  • 210 GR. Lievito madre rinfrescato
  • 620 GR. Farina di tipo
  • 500 ML. Acqua
  • 1 Cucchiaino di miele
  • 16 GR. Sale

Istruzioni
 

  • Rinfreschiamo il lievito madre nell’acqua per quattro ore aggiungendo anche un cucchiaino di miele. Trascorso il tempo sciogliamolo. Impastiamo adesso la farina 520 gr prima con il lievito e acqua. Dopo una decina di minuti aggiungiamo la farina restante e il sale. Impastiamo fino a quando il panetto non si staccherà dal piano di lavoro. Lasciamo che il panetto riposi per mezz’ora avvolto da canovaccio e poi trasferiamolo su di una spianatoia stendendolo e formando un quadrato. A questo punto procediamo facendo delle pieghe, come la pasta sfoglia, e lasciamo riposare in una ciotola per 30 minuti circa. Riprendiamo l’impasto, ripieghiamo di nuovo e ricopriamo nella ciotola per un’altra mezz’ora. Adesso trasferiamo l’impasto in una placca da forno. Inforniamo senza cuocere lasciando che riposi per ben 12 ore. Riprendiamo il panetto e diamogli la forma classica portando gli angoli verso il centro. Inforniamo a 250°C per circa 15 minuti. Dopodiché abbassiamo la temperatura a 200°C e cuociamo per altri 45 minuti. Il pane sarà pronta tuttavia in base alle vostre preferenze di crosta meno o più colorata o anche leggermente bruciacchiata. A fine cottura lasciamo raffreddare e infine tagliamo e serviamo le nostre buonissime fette dal nostro pane cafone napoletano fatto in casa.
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